CAPACCIO PAESTUM. Scambio elettorale politico-mafioso, a Capaccio Paestum, in occasione delle Amministrative 2019. Rigettato dalla Cassazione il primo ricorso presentato dai legali di Franco Alfieri, gli avvocati Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro, che avevano impugnato la decisione del Riesame di ‘confermare’ i domiciliari per l’ex sindaco della città dei Templi, sollevando anche diverse eccezioni nel merito della sussistenza delle esigenze cautelari e sulla natura del reato in sé, contestato al primo capo d’imputazione dell’indagine condotta dall’Antimafia di Salerno, chiedendone in subordine la derubricazione.
Dunque, in attesa delle motivazioni della sentenza, in sostanza per i giudici della Suprema Corte “fu uno scambio elettorale politico-mafioso” il patto siglato tra Alfieri e Squecco di far candidare l’allora moglie del pregiudicato condannato per associazione camorristica, Stefania Nobili, in cambio della promessa di non abbattere il lido Kennedy di proprietà dei coniugi Squecco.
Si attende ancora, invece, l’esito del secondo ricorso nel merito, presentato dai difensori di Alfieri, alla luce della cristallizzazione di uno scenario politico-amministrativo radicalmente mutato. La discussione dei due ricorsi è avvenuta lo stesso giorno, il 27 novembre scorso, davanti a due sezioni diverse della Cassazione in Roma. Nel frattempo, l’ex sindaco della città dei Templi e presidente della Provincia, resta dunque ancora agli arresti domiciliari, regime cautelare che, a seguito delle varie indagini che lo hanno coinvolto, lo priva della libertà personale dal 3 ottobre del 2024.
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