BRUTALE AGGRESSIONE NELLA NOTTE

Rapina choc a Capaccio: “Dammi soldi o taglio testa a tuo bimbo”, caccia a 4 banditi stranieri

CAPACCIO PAESTUM. “Soldi, dammi soldi o taglio testa a tuo bambino”: terrore nella notte a Capaccio Paestum, dove quattro malviventi incappucciati hanno fatto irruzione nell’abitazione di un cittadino di nazionalità indiana, portandogli via denaro contante, tutti i gioielli della moglie, due telefoni cellulari, una tv comprata da poco e l’auto, per un bottino complessivo di circa 15mila euro.
La scioccante rapina, con l’aggravante del sequestro di persona, si è verificata intorno alle ore 4:00 all’interno di un’azienda agricola in località Rettifilo (nella foto), dove l’indiano, un operaio di 30 anni regolarmente assunto, risiede in un alloggio con tutta la sua famiglia, consorte e due figli. Il più piccolo, di appena tre mesi, è stato brutalmente sradicato dalla culla da uno dei banditi, il quale, dopo aver puntato un coltello alla gola del neonato, ha intimato a più riprese di ucciderlo, con chiaro accento nordafricano, per farsi consegnare soldi e monili in oro dal padre, schiaffeggiato e minacciato, a sua volta, da un altro complice armato di una pistola a tamburo.
Una vera e propria barbarie messa in atto, senza scrupoli, tra i pianti incessanti del bambino preso in braccio dal rapinatore e quelli, terrorizzati, della giovane madre e dell’altro figlio di 4 anni. Una volta afferrato il malloppo e scaraventato il neonato a terra, i quattro componenti della banda hanno pestato a sangue con pugni e calci l’indiano, facendosi dare anche le chiavi della sua vettura, una Fiat Punto grigia, a bordo della quale si sono poi dileguati dandosi alla fuga, senza lasciare tracce. Sul posto è giunto il proprietario dell’azienda, che ha allertato subito i carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo, diretti dal l.te Serafino Palumbo, che sono intervenuti immediatamente innescando le ricerche dei quattro rapinatori: secondo le prime testimonianze raccolte e le ricostruzioni eseguite sul posto, grazie anche alle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza, si tratterebbe di due magrebini e di due uomini dell’Est Europa. Il portafogli svuotato del malcapitato operaio è stato poi ritrovato, dai militari dell'Arma, in una strada in località Feudo. 
Poco dopo, in località Santa Cecilia di Eboli, stesso episodio e modus operandi: quattro soggetti con i volti travisati da passamontagna, infatti, hanno fatto irruzione in un’abitazione di una famiglia ucraina e, dopo essersi fatti aprire qualificandosi come carabinieri, hanno aggredito gli occupanti, padre e figlio, rispettivamente con percosse e un coltello, provocandogli ferite giudicate guaribili in 15 e 20 giorni, portando via, anche qui, alcuni monili in oro prima di fuggire.
Sui due brutali episodi, probabilmente collegati e messi a segno dalla medesima banda, sono in corso indagini serrate e in sinergia da parte della Compagnia di Agropoli, comandanta dal cap. Francesco Manna, e della Compagnia di Eboli, agl’ordini del ten. Luca Geminale.

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