Giudiziaria
GENITORI PARTI OFFESE
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Agropoli, bimbo nato morto: ginecologo indagato per omicidio colposo, disposta l'autopsia
Alfonso Stile
03 aprile 2025 14:00
Eye
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AGROPOLI. Bimbo nato morto al nono mese di gravidanza. Risvolto penale per il dramma vissuto da una coppia di Agropoli, che aveva denunciato tutto ai carabinieri. La Procura della Repubblica di Salerno, infatti, ha aperto un fascicolo per capire cosa è accaduto e verificare la sussistenza di eventuali negligenze medico-sanitarie: indagato per omicidio colposo, nell’esercizio della professione in ambito sanitario, il 70enne ginecologo della donna, con studio ad Agropoli. "Bisogna chiarire ed approfondire ogni aspetto affinché questi tragici eventi non accadano mai" spiega a StileTV l'avv. Antonello Natale, legale della coppia cilentana.

Il pm Maria Chiara Minerva ha disposto anche l’autopsia sul corpicino della piccola, a custodito e a disposizione dell’autorità giudiziaria presso l’obitorio dell’ospedale “Ruggi” di Salerno, fissando per il 7 aprile prossimo il conferimento dell’incarico alla CTU guidata dal medico legale, Marina D’Aniello. Sequestrata anche tutta la documentazione medica inerente la gravidanza.

Il ginecologo indagato e le parti offese, ovvero i genitori del piccolo, potranno nominare, a loro volta, dei propri consulenti tecnici. A pochi giorni dal parto la 41enne, preoccupata, si era rivolta al proprio ginecologo perché non avvertiva più i movimenti del feto: sottoposta a visita, secondo i querelanti svolta in maniera sommaria e poco accurata, ottenevano un tracciato e le rassicurazioni dello specialista, il quale, non riscontrando complicazioni, aveva rispedito a casa la donna.

Ma lei il giorno dopo, continuando a non avvertire più nulla in grembo, allarmata ha ricontattato di nuovo il ginecologo telefonicamente, ottenendo, però, solo ulteriori rassicurazioni verbali. I coniugi, nel panico, si sono così recati presso l'Istituto Clinico Mediterraneo di Agropoli per effettuare un’ecografia, che riscontrava l’assenza di battito fetale. Angosciati per la terribile notizia, hanno raggiunto subito il pronto soccorso del “Ruggi”, dove un ulteriore tracciato ha confermato la morte intrauterina del feto alla 37esima settimana di gestazione, innescandone l’asportazione. Uno choc per la coppia, che era ricorsa alla fecondazione assistita in una clinica di Roma: si sarebbe trattato del loro primogenito. 



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