Politica
LA SITUAZIONE
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Capaccio Paestum, scontro in Consiglio comunale: sette dissidenti disertano l’aula
Redazione
23 dicembre 2025 20:45
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CAPACCIO PAESTUM. Clima politico sempre più teso a Capaccio Paestum, dove sette consiglieri comunali dissidenti hanno deciso di non presentarsi in aula, affidando a un documento condiviso la motivazione della loro assenza. Il testo è stato letto da Antonio Agresti, portavoce dei consiglieri di maggioranza: Angelo Quaglia, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati ed Eustachio Voza. Nel documento, i consiglieri spiegano che la loro assenza non rappresenta “una mancanza di responsabilità, ma un atto politico forte, maturato in seguito a una situazione di stallo, confusione e ambiguità che sta paralizzando l’amministrazione”. Al centro delle critiche, il mancato avvio di un tavolo di concertazione annunciato dal sindaco nell’ultimo Consiglio comunale. “Ci saremmo aspettati un gesto di verità politica – scrivono – ma la declamata richiesta di incontro non è mai arrivata”. I dissidenti puntano il dito anche contro quella che definiscono una trasformazione degli equilibri politici in aula: “Quella che fino a ieri si definiva opposizione oggi si propone come nuova maggioranza, una maggioranza alternativa senza passare dalle urne, senza chiedere il consenso dei cittadini. Questo non è senso di responsabilità, ma trasformismo e attaccamento alle poltrone”. Da qui la denuncia di un quadro istituzionale confuso: “Oggi i cittadini di Capaccio Paestum sono disorientati, non sanno chi governa e chi decide. La nostra assenza è un atto di denuncia politica”.

Non si è fatta attendere la replica del sindaco Gaetano Paolino, che respinge le accuse e rivendica la correttezza del proprio operato. “Il 3 dicembre abbiamo tenuto un Consiglio comunale nel pieno rispetto della dialettica democratica – afferma – e in quella sede ho ribadito la mia disponibilità ad aprire un tavolo istituzionale, consapevole della responsabilità che grava su di me e su tutti i consiglieri”. Secondo Paolino, il confronto non necessita di formalità: “Quel tavolo non richiede inviti formali: i consiglieri hanno il dovere di confrontarsi con il sindaco e di lavorare nell’interesse esclusivo dei cittadini”. Il primo cittadino sottolinea inoltre che, nelle settimane successive, “otto consiglieri comunali sono venuti spontaneamente a parlarmi, senza avanzare richieste di incarichi. Abbiamo condiviso priorità e obiettivi – aggiunge – per scongiurare un commissariamento che getterebbe la città nel caos”. Duro, infine, il giudizio sull’assenza dei sette consiglieri, invitandoli a sua volta a dimettersi: “L’abbandono dell’aula è un atto grave, una violazione del mandato ricevuto. Di fronte alle provocazioni politiche, è doveroso difendere i valori dello Statuto comunale, del regolamento e delle istituzioni”. Lo scontro resta aperto e fotografa una fase di forte instabilità politica, mentre la città osserva con preoccupazione l’evolversi degli equilibri all’interno del Consiglio comunale.



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