Giudiziaria
RESPINTE ISTANZE DI REVOCA
RESPINTE ISTANZE DI REVOCA
Capaccio Paestum, tentata estorsione all'ex sindaco Alfieri: gup inchioda Squecco, Bernardi e Pecora ai domiciliari
Alfonso Stile
23 gennaio 2026 13:39
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CAPACCIO PAESTUM. Presunto patto elettorale politico-mafioso, a Capaccio Paestum, in occasione delle Amministrative 2019. Il gup Brigida Cavasino del Tribunale di Salerno ha respinto le richieste di revoca o attenuazione delle misure cautelari a carico di Roberto Squecco, Antonio Bernardi e Michele Pecora, che restano dunque tutti agli arresti domiciliari. Per i tre sono ipotizzati i reati di scambio elettorale politico-mafioso (Squecco), tentata estorsione e rapina aggravate ai danni dell'ex sindaco Franco Alfieri, in concorso.

Per il giudice, contrariamente a quanto sostenuto nelle istanze difensive presentate in occasione dell’udienza preliminare del 21 gennaio, poi aggiornata all’11 febbraio prossimo, non ci sono le condizioni per la revoca delle misure “per la sussistenza dei presupposti che ne hanno giustificato l’applicazione, sia sotto il profilo dei gravi indizi di colpevolezza, sia sotto il profilo delle esigenze cautelari”, non essendo emersi “elementi idonei a scalfire il complessivo quadro cautelare ed a consentire una rivalutazione dello stesso”.  

Il gup ha aggiunto che “il mero decorso del tempo e il rispetto di tutte le prescrizioni applicate, non costituiscono elementi di per sé sufficienti ad una rivalutazione del quadro cautelare”: i legali difensori degli indagati, infatti, avevano puntato anche sul mutato scenario politico-amministrativo nella città dei Templi, oltre al fatto che Bernardi è stato sospeso dal servizio e Pecora non lavora più, da tempo, per conto dell’ente civico. Squecco, in particolare, aveva chiesto anche, in subordine, di trasferire il luogo di esecuzione della misura dal comune di Montoro (Av) a quello di Capaccio Paestum (Sa), dove vivono i familiari, ma anche questa richiesta è stata negata.  

I legali dell’ex sindaco Franco Alfieri, invece, ieri non avevano presentato istanza di revoca dei domiciliari in attesa di approfondire la sentenza con la quale la Cassazione ha annullato l’ordinanza cautelare, rinviando gli atti al Riesame per una nuova valutazione delle esigenze cautelari, sostenendo che non vi fosse più il rischio di reiterazione del reato in quanto il presunto clan sarebbe stato disarticolato, che fu Squecco a minacciare Alfieri e, soprattutto, per il nuovo contesto politico-amministrativo a Capaccio Paestum, completamente cambiato in virtù dell’insediamento di una nuova maggioranza, un nuovo sindaco e nessuna elezione imminente.



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