SALERNO. Nota stampa del segretario generale FenealUil Salerno, Patrizia Spinelli:
"Il Cilento non ha bisogno di nuove narrazioni né di operazioni di marketing territoriale. Come organizzazioni sindacali, come rappresentanza del lavoro e delle comunità, diciamo con chiarezza che servono politiche pubbliche capaci di tenere insieme lavoro, servizi e diritti. Da troppo tempo il futuro di questo territorio viene raccontato attraverso grandi annunci – aeroporto, porto, turismo – mentre la vita quotidiana di lavoratori e cittadini continua a fare i conti con infrastrutture fragili, collegamenti incerti e un progressivo svuotamento dei paesi interni. Senza queste condizioni di base, parlare di sviluppo resta astratto.
L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi e Cilento può rappresentare un’opportunità reale solo se inserito in un disegno complessivo e governato. Non basta realizzare un’opera: occorre che produca ricadute diffuse, occupazione stabile e migliori l’accessibilità dell’intero territorio. Come sindacato rivendichiamo una programmazione seria, tempi certi e collegamenti efficienti, perché le infrastrutture funzionano solo se riducono le disuguaglianze e non se accentuano la distanza tra costa e aree interne.
Questa distanza è oggi evidente nella condizione della Cilentana, che non può più essere considerata un problema secondario. I cedimenti, i rallentamenti e i sensi unici alternati rappresentano un fattore strutturale di isolamento che colpisce lavoratori, studenti, imprese e servizi essenziali. Senza una rete viaria sicura e continua viene meno il diritto alla mobilità e, con esso, la possibilità di restare a vivere e lavorare nel Cilento interno. Su questo terreno chiediamo investimenti certi, manutenzione programmata e responsabilità chiare: la sicurezza e l’accessibilità non sono concessioni, ma diritti.
Lo stesso approccio vale per il porto di Agropoli. È necessario uscire dalla logica degli annunci e dei protocolli generici e assumere decisioni verificabili. La vocazione turistica deve tradursi in servizi, sostenibilità ambientale, lavoro e integrazione con l’economia locale. In assenza di una visione chiara, il rischio è che il porto diventi un elemento di conflitto invece che una risorsa per l’intero territorio.
È in questa cornice che, come organizzazioni sindacali e sociali, abbiamo proposto la misura della casa a un euro, non come slogan ma come strumento concreto di una strategia più ampia contro lo spopolamento. Per noi la casa è una leva, non una scorciatoia. Funziona solo se accompagnata da servizi pubblici, mobilità sicura, sanità di prossimità, scuole, connessioni digitali e opportunità di lavoro. La nostra proposta non riguarda solo il recupero degli immobili, ma il diritto ad abitare davvero i territori, rendendoli vivibili e attrattivi per famiglie, giovani e lavoratori.
Il Patto “Abitare il futuro” nasce esattamente da questa consapevolezza e rappresenta una piattaforma che come sindacato sosteniamo e vogliamo rafforzare. Il Cilento deve diventare una vera vertenza territoriale, fondata sulla richiesta di pari diritti rispetto ad altri territori: diritto alla mobilità, ai servizi, al lavoro, alla possibilità di restare. Per questo rivolgiamo un appello diretto al futuro Presidente della Provincia: assuma il Cilento come una priorità strategica e non come una periferia da amministrare a margine. Faccia del lavoro, delle infrastrutture, dei servizi e dell’abitare il cuore di una istanza unitaria del territorio, costruita con i Comuni, le comunità e le parti sociali. Serve una regia istituzionale capace di tenere insieme sviluppo e coesione, investimenti e diritti. Su questa responsabilità si misura la credibilità di una nuova stagione di governo provinciale e la possibilità, finalmente concreta, di dare al Cilento il futuro che merita".