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LA NOTA
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Emergenza costa salernitana. FenealUil: "Servono cantieri e sicurezza"
Comunicato Stampa
10 febbraio 2026 16:29
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SALERNO. La nota integrale a firma del segretario generale della FenealUil, Patrizia Spinelli, sui fenomeni franosi e le mareggiate in provincia di Salerno: "Le mareggiate delle ultime settimane e i fenomeni franosi che stanno colpendo il litorale salernitano hanno trasformato quella che per anni è stata percepita come un’emergenza episodica in una vera crisi strutturale del territorio. Le voragini sul Lungomare Tafuri, le crepe nell’area del Giardino di Asia e la frana che ha spezzato la SS163 tra Vietri e Cetara sono segnali evidenti di una fragilità che non può più essere ignorata. Diciamolo senza giri di parole: qui serve un mea culpa collettivo. Per anni la forza del mare è stata sottovalutata, ignorata, rimandata. Eppure i segnali c’erano tutti. Anni fa una grossa nave rischiò di essere scaraventata contro la piscina del lungomare: un episodio impressionante che avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta. Non lo è stato. Oggi paghiamo il prezzo di quella sottovalutazione, di interventi rinviati e di una programmazione mai davvero affrontata. Non si tratta soltanto di danni materiali o disagi temporanei: sono in gioco la sicurezza dei cittadini, la continuità dei servizi, la mobilità e la quotidianità di centinaia di lavoratori che ogni giorno affrontano ritardi, difficoltà negli spostamenti e condizioni sempre più complicate. Interi quartieri rischiano l’isolamento e l’impatto economico e sociale di questa situazione è già sotto gli occhi di tutti. È ormai chiaro che non bastano più interventi tampone o lavori frammentati. Serve una programmazione strutturale capace di affrontare in modo organico il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera che da anni minacciano la provincia di Salerno. Occorre attivare con urgenza un piano straordinario di messa in sicurezza della costa e accelerare tutte le procedure necessarie all’apertura dei cantieri per il ripristino del lungomare, della viabilità e delle opere di difesa costiera. Le risorse disponibili devono tradursi rapidamente in lavori concreti, evitando ritardi burocratici che rischiano di aggravare ulteriormente i danni. Fondamentale è anche il coordinamento tra Prefettura, Regione, Comune e Protezione Civile, attraverso un tavolo permanente capace di monitorare interventi, tempistiche e criticità, garantendo una gestione efficace e trasparente dell’emergenza. Troppo spesso il dibattito pubblico si concentra su grandi opere che producono un impatto immediato in termini di consenso e visibilità. Ma oggi la vera priorità non è l’opera simbolo: è la messa in sicurezza del territorio e della rete viaria esistente. Strade, costoni, lungomari e infrastrutture che ogni giorno garantiscono mobilità, lavoro e servizi hanno bisogno di manutenzione straordinaria, programmazione e investimenti continui. Senza sicurezza del territorio non esiste sviluppo, non esiste turismo, non esiste futuro. La messa in sicurezza del territorio rappresenta inoltre una grande occasione di lavoro e sviluppo per il settore delle costruzioni, ma deve essere un lavoro di qualità: cantieri sicuri, imprese qualificate, rispetto dei contratti e legalità. E allora la domanda è inevitabile: i finanziamenti necessari ci sono davvero? Troppo spesso si lancia l’allarme, si interviene in emergenza e poi, di fronte alla mancanza di risorse, si finisce per realizzare opere tampone che non risolvono il problema ma lo spostano nel tempo e nello spazio, rimandando semplicemente la prossima emergenza. Il tempo delle analisi è finito: servono programmazione, risorse certe e cantieri veri per mettere finalmente in sicurezza il territorio".



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