Economia
L'OPINIONE
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Crescita, infrastrutture e industria, De Rosa: "Il Mezzogiorno torna protagonista dello sviluppo nazionale"
Comunicato Stampa
20 febbraio 2026 09:06
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SALERNO. Crescita, infrastrutture e industria, così il Mezzogiorno torna protagonista dello sviluppo nazionale. Ne parliamo con il cav. Domenico De Rosa per raccogliere la sua opionione al riguardo.

Cavaliere De Rosa, negli ultimi anni il PIL del Sud è cresciuto più della media nazionale. È un dato episodico o un segnale strutturale... "È un segnale importante. Per troppo tempo il Mezzogiorno è stato raccontato solo attraverso i suoi ritardi. Oggi emerge una dinamica diversa che indica vitalità economica, capacità imprenditoriale e un uso più efficace delle risorse disponibili".

Quali fattori hanno contribuito a questa crescita superiore alla media italiana? "Diversi elementi hanno agito insieme. Gli investimenti pubblici, il rafforzamento di alcune filiere produttive, la logistica, il turismo e una nuova generazione di imprese più orientate ai mercati internazionali".

Possiamo dire che il Sud stia cambiando paradigma economico? "Sì, ma il cambiamento non è automatico. Il paradigma muta quando si passa da un’economia assistita a un’economia produttiva. In molte aree del Sud sta emergendo una cultura d’impresa più moderna e competitiva".

Che ruolo hanno avuto infrastrutture e porti in questa dinamica? "Un ruolo decisivo. Il Mediterraneo è tornato centrale nei traffici globali e il Sud è la porta naturale dell’Europa. Dove infrastrutture e intermodalità funzionano, si crea sviluppo".

Quanto conta la logistica nello sviluppo del Mezzogiorno? "Moltissimo. La logistica è un moltiplicatore economico. Porti efficienti, collegamenti ferroviari e corridoi intermodali trasformano il territorio in piattaforma produttiva".

Cavaliere, quali sono le condizioni per trasformare questa crescita in sviluppo stabile? "Prima condizione continuità negli investimenti infrastrutturali e digitali. Seconda condizione certezza amministrativa e tempi rapidi per chi investe. Terza condizione formazione tecnica e competenze adeguate ai nuovi settori produttivi".

Il PNRR ha avuto un impatto concreto nel Mezzogiorno? "Ha avuto un effetto importante nel rimettere in moto cantieri e investimenti. Ora però serve capacità di gestione e visione per trasformare la spesa in sviluppo duraturo".

L’attrazione di investimenti privati è cresciuta davvero? "Sì, soprattutto dove esistono aree industriali funzionanti, connessioni logistiche e amministrazioni efficienti. Il capitale arriva dove trova condizioni di stabilità".

Secondo lei, il Sud può diventare una piattaforma energetica strategica per l’Europa? "Assolutamente sì. Il Mezzogiorno ha una posizione geografica ideale per rinnovabili, gas, idrogeno e connessioni energetiche mediterranee. Questo può diventare un vantaggio competitivo decisivo".

Il tema occupazionale sta beneficiando di questa crescita? "In parte sì. Dove cresce l’impresa cresce anche il lavoro. Ma bisogna consolidare il trend con politiche attive, formazione tecnica e sostegno all’imprenditorialità giovanile".

C’è il rischio che questa crescita resti fragile... "Il rischio esiste se non si consolidano le riforme e le infrastrutture. Lo sviluppo diventa stabile solo quando si rafforza l’ecosistema economico".

Cosa serve per evitare che il Sud torni indietro? "Servono regole certe, investimenti continui e una visione industriale. Serve premiare chi produce e innova. Serve trasformare il Mezzogiorno in una piattaforma logistica, energetica e manifatturiera integrata con l’Europa".

Possiamo dire che il Sud stia diventando una nuova frontiera dello sviluppo italiano? "Sì, se saprà valorizzare posizione geografica, capitale umano e infrastrutture. Non è più solo una questione territoriale, ma una scelta strategica nazionale".

Cavaliere, quale messaggio dovrebbe arrivare oggi agli imprenditori italiani? "Che il Sud non è più una scommessa, ma un’opportunità concreta. Dove si creano condizioni favorevoli, l’impresa cresce e genera valore per tutto il Paese".



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