MONTECORICE. Mentre proseguono le indagini per il grave incidente stradale avvenuto lo scorso 13 marzo a Montecorice, nel Salernitano, il fratello di Michele Pirozzi, una delle due vittime, ha presentato una denuncia-querela alla Procura di Vallo della Lucania, che indaga sul sinistro. Nello scontro con un furgone, l’auto su cui viaggiava il giovane è stata sbalzata contro la ringhiera della Provinciale, che ha ceduto, facendo precipitare la vettura in un dirupo di circa 200 metri. L’impatto è stato fatale per entrambi gli occupanti. Secondo il legale difensore, Antonello Natale, la barriera di protezione era in condizioni di grave degrado e strutturalmente inadeguata rispetto agli standard di sicurezza previsti per un tratto considerato ad altissimo rischio. La denuncia punta a verificare eventuali responsabilità degli Enti preposti alla gestione e manutenzione della strada, ipotizzando negligenze nei controlli e nell’installazione di dispositivi non conformi. A tale scopo, sono stati chiesti accertamenti tecnici sulla barriere e sui frammenti caduti nel dirupo, già sequestrati dalla Procura vallese, e l’iscrizione nel registro degli indagati dei soggetti, impiegati presso gli Enti competenti alla gestione della strada, eventualmente responsabili, con l’ipotesi di omicidio colposo stradale. Nelle prossime ore, invece, previsto il recupero dell’auto incidentata. La zona, particolarmente impervia, e le condizioni meteomarine non hanno finora consentito di effettuare l’intervento via mare. Sarà, dunque, un elicottero dei vigili del fuoco a recuperare nelle prossime ore la Volkswagen Polo nera ridotta a un cumulo di lamiere: il mezzo sarà imbracato e trasportato nel vicino porto di San Nicola a Mare. Il mezzo del reparto volo di Salerno ha già effettuato un’ispezione aerea in zona per valutare le modalità di intervento più idonee. Nelle ore successive all’incidente, per evitare che il veicolo potesse essere trascinato al largo, è stato ancorato con alcune funi a uno scoglio. Sul luogo della tragedia, a poca distanza dal veicolo distrutto, sono ancora presenti alcuni effetti personali delle due giovani vittime, segni tangibili di un dramma che ha profondamente scosso l’intera comunità. Il recupero dell’auto rappresenta un passaggio importante anche sul piano investigativo: il mezzo, infatti, sarà sottoposto a perizie tecniche utili a chiarire le cause dell’impatto e la dinamica dell’incidente. Al momento, l’unico indagato dalla Procura di Vallo della Lucania per omicidio stradale plurimo è il 42enne conducente del furgone contro cui l’auto ha urtato prima di sfondare la ringhiera di protezione e precipitare nella scarpata.