NAPOLI. Si è tenuta presso la sede del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, che si affaccia sull’incantevole scenario del borgo marinaro e di Castel dell’Ovo, la 22esima riunione del Mediterranean Expert Working Group organizzata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera unitamente alla Direzione Marittima di Napoli, dirette articolazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A seguito del disastro ambientale avutosi nel dicembre 1999 lungo le coste della Britannia (Francia) a causa dell’affondamento della petroliera ERIKA battente bandiera maltese, l’unione europea varò più pacchetti normativi, denominati appunto Erika’s Package, prevendo, tra l’altro, la costituzione di una Agenzia comunitaria per la sicurezza marittima, l’European Maritime Safety Agency (EMSA) con sede in Lisbona, e l’implementazione – con la direttiva 2002/59 del 27 giugno 2002 del Parlamento europeo e del Consiglio – di un complesso sistema di monitoraggio del traffico marittimo (il Vessel Traffic Monitoring and Information System – VTMIS) attraverso il quale acquisire lo scenario marittimo negli spazi di interesse dell’Unione europea. Secondo la direttiva, recepita nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196 che individua nel Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera l’Amministrazione responsabile della sua implementazione, il VTMIS ha i seguenti scopi: migliorare la sicurezza ed efficienza del traffico marittimo; migliorare la risposta delle autorità in caso di incidente o in presenza di situazioni potenzialmente pericolose in mare, comprese le operazioni di ricerca e soccorso; migliorare la prevenzione e l'individuazione dell'inquinamento causato da navi. Le informazioni acquisite attraverso i VTMIS degli Stati membri dell’Unione europea vengono scambiate attraverso una rete, denominata SafeSeaNet, realizzata e gestita dall’EMSA. Nell’ambito di questa rete, nel 2006, gli Stati mediterranei dell’Unione europea unitamente alla stessa EMSA, hanno convenuto di affidare al Comando Generale la realizzazione e la gestione di un sistema regionale che provvedesse a raccogliere le informazioni da parte dei singoli partecipanti, a ridistribuirle e ad inviarle all’EMSA per gli scopi di SafeSeaNet.