Attualità
Palinuro, straripamento Mingardo: protesta di operatori turistici
Redazione
17 giugno 2011 12:34
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Lo straripamento del fiume Mingardo ha recato ingenti danni agli stabilimenti balneari di Palinuro. Alle porte dell’estate gli operatori turistici si trovano a fare i conti con l’emergenza, che rischia di avere pesanti ricadute di immagine e in termini di flusso di bagnanti, nonché del sistema occupazionale che regge buona parte dell’economia del centro costiero cilentano famoso in tutto il mondo. Gli imprenditori del settore, a Palinuro, che si sono associati, hanno da tempo sollevato la questione e il pericolo di uno straripamento del Mingardo, con ben tre comunicati emessi nel giro di pochi giorni. Il tutto prima dell’evento calamitoso di mercoledì pomeriggio. La piena del Mingardo è figlia, scrivono gli operatori, di gravi mancanze degli enti incaricati della protezione ambientale e difesa del suolo, ciechi dinanzi alle denunce avanzate, e che non hanno mosso un dito, non prendendo iniziative davanti agli allarmi lanciati. Palinuro che vive settimane difficili anche dopo l’operazione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania che ha posto i sigilli all’area dell’Arco Naturale, denunciando 17 persone, tra queste i primi cittadini di Camerota, Bortone, e di Centola, Speranza, con quest’ultimo che minaccia l’uscita dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, definito ente inutile.



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