AGRO NOCERINO-SARNESE. Scacco ai clan Giugliano e Fezza-De Vivo. I carabinieri del Comando Provinciale e della Polizia di Stato di Salerno hanno eseguito, all’alba di stamane, un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emesse dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 23 persone, 22 delle quali finite in carcere, indagate per associazione per delinquere di stampo camorristico, spaccio di stupefacenti, estorsioni, rapine e detenzioni illegale di armi e munizioni nell’area nord dell’Agro Nocerino-Sarnese. Gli indagati, a vario titolo, sono in tutto 32.
Il blitz dei poliziotti della Squadra Mobile diretti dal vicequestore Gianni Di Palma, in sinergia con i militari dell'Arma coordinati dal col. Filippo Melchiorre, ha di fatto inferto un nuovo, durissimo colpo al clan camorristico capeggiato da Rosario Giugliano, il quale, sfruttando la propria fama criminale derivante dalla storica appartenenza alla disciolta 'Nuova Famiglia' Alfieri-Galasso operante a Poggiomarino, aveva preso il controllo dell’area compresa tra i comuni di Pagani, San Marzano sul Sarno, Scafati e comuni limitrofi dell’Agro Nocerino Sarnese.
Dalle indagini, supportate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia con ruoli apicali nell’organizzazione mafiosa, è emerso che gli odierni arrestati, in particolare, imponevano estorsioni agli imprenditori locali per sovvenzionare le proprie attività illecite, esercitando anche intimidazioni con l’uso di armi e continue telefonate minatorie alle vittime. Il pizzo da pagare variava dai 2mila ai 10mila euro al mese, a seconda della grandezza della ditta presa di mira dal clan, che organizzavano riunioni fra loro per concordare quali attività sottoporre al racket. Otto, nello specifico, gli episodi di estorsione contestati, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Con tali proventi venivano poi acquistate armi ed ingenti partite di droga, nella fattispecie cocaina, da cedere ad una fitta rete di pusher controllata dal clan Fezza-De Vivo. Armi che, per sottrarle a possibili controlli delle forze dell'ordine, venivano finanche sotterrate in luoghi ritenuti sicuri grazie a prestanome compiacenti. Sono state inoltre sequestrate 3 pistole e 2 fucili, oltre a munizioni di vario calibro.
L'operazione rappresenta un ulteriore sviluppo investigativo delle indagini in corso nell'area, che avevano già portato all’emanazione di un’ordinanza cautelare, il 12 dicembre 2022, contro membri dei clan camorristici confederati Fezza-De Vivo e Giugliano. Il 10 giugno scorso, alcuni destinatari di quella ordinanza sono stati condannati dal GUP presso il Tribunale di Salerno. Il provvedimento cautelare cristallizza quanto emerso finora dalle indagini preliminari, che potrebbero svilupparsi ulteriormente anche in favore degli indagati. Le accuse saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle fasi successive del procedimento.
TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI - In carcere: il 53enne Felice Aquino di Boscoreale, il 41enne Carmine Amoruso di Pompei detenuto a Viterbo, il 31enne Marco Amoruso di Sarno, il 24enne Emanuele Amarante di Nocera Inferiore, il 53enne Franco Buono di San Marzano sul Sarno, il 52enne Salvatore Casillo di Pagani, il 24enne Gennaro Cirota di Pagani, il 46enne Vincenzo Confessore di Pagani, il 34enne Daniele Confessore di Pagani, il 30enne Carlo Cordiano di Pagani, il 39enne Andrea De Vivo di Pagani, il 32enne Giuseppe D'Auria di Pagani, il 36enne Francesco Fezza di Pagani, il 33enne Francesco Formisano di Poggiomarino, il 33enne Nicola Francese di Pagani, il 62enne Domenico Galasso di Angri, il 42enne Stefano Gambardella di Pagani, il 46enne Salvatore Tommaso Iervolino di Poggiomarino, il 38enne Alfonso Manzella di Pagani, il 39enne Giuseppe Nappo di Scafati, il 37enne Diego Pagano di Boscoreale, il 47enne Gianluca Tortora di Castellammare di Stabia. Ai domiciliari: l'86enne Francesco Vastola di Poggiomarino.