Giudiziaria
DURANTE L'OPERAZIONE
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Trapianto fallito al "Monaldi". La chat choc delle infermiere: "Si porteranno il bimbo sulla coscienza"
Redazione
28 febbraio 2026 16:05
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NAPOLI. Tra le chat finite nel fascicolo d'indagine sulla morte del piccolo Domenico all'ospedale "Monaldi" di Napoli, ci sono anche quelle tra le infermiere durante il delicato trapianto. È il 23 dicembre 2025, il bimbo è già sotto i ferri. Da quasi 5 ore l'equipe chirurgica ha impiantato il nuovo cuoricino, ma l'organo non batte e in sala operatoria scoppia il panico: "Non va... Zero... È una pietra", "Mamma mia, se lo portano sulla coscienza" si legge tra i messaggi, eloquenti quanto drammatici. Poco prima, l'ansia crescente per le condizioni dell'organo vitale arrivato da Bolzano nel ghiaccio a -80 gradi: "Hanno portato il cuore nel ghiaccio secco. Si è congelato, forse non lo può impiantare. È un casino" scrive una delle infermiere, che incalza "Avete risolto? Ma lui ha fatto il pazzo?", chiede riferendosi al primario, che compare tra gli indagati. La collega risponde: "Per scongelarlo l'abbiamo messo nell'acqua calda. Se riparte è un miracolo". "Ma lo sta mettendo?", chiede ancora l'infermiera. "Pazzo. E che te lo dico a fare? Sì, lo sta mettendo".

Intanto, la famiglia Caliendo ha annunciato che chiederà la ricusazione di uno dei tre periti scelti dal gip di Napoli per l'incidente probatorio. Si tratta, secondo il legale della famiglia Francesco Petruzzi, del cardiochirurgo Mauro Rinaldi: "Da da una semplice ricerca fatta sul web risulta che Rinaldi, professore ordinario di cardiochirurgia dell'Università di Torino, abbia espresso una indebita manifestazione ante-incarico sui fatti in oggetto l'accertamento e che, inoltre, sia coautore di una pubblicazione scientifica di uno di medici indagati. In virtù di ciò riteniamo sussistere un difetto delle garanzie di imparzialità, necessario all'espletamento dell'incarico peritale". 



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