NOLA. I Carabinieri della Compagnia di Nola (NA), hanno provveduto alla notifica del Decreto di Citazione Diretta a Giudizio, su richiesta della Procura della Repubblica di Nola, nei confronti di 10 persone. Agli imputati viene contestato di aver offerto a Nola nel mese di giugno del 2022, denaro per procacciare voti in favore di canditati poi risultati eletti ed anche per aver ricevuto soldi in cambio del proprio voto. L'indagine dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica è stata svolta nell'ambito di un procedimento penale sorto a seguito di una denuncia - querela presentata da due cittadini ed attinente alla compravendita di voti messa in atto in occasione delle ultime consultazioni elettorali amministrative nella città di Nola. Assumono rilevanza le dichiarazioni di alcune persone che avrebbero ricevuto denaro in cambio del proprio voto ed anche promesse di future agevolazioni che - di fatto - non si sarebbero concretizzate ingenerando malumore e inducendole a denunciare i fatti ai Carabinieri. L'attività di indagine esperita dai militari dell'Arma sotto la direzione dell'Ufficio di Procura, corroborata dalle escussioni di testi, ha consentito di raccogliere elementi che suffragano, allo stato, una ragionevole previsione di condanna a carico degli odierni imputati per la fattispecie p. ep. dall art. 96 c. 1 e 2 del D.p.R. 361 del 30.03.1957, nonché di documentare come le somme di danaro offerte in cambio di un voto elettorale si aggiravano dai 60 ai 150 euro. Per quanto concerne i procacciatori di voti, questi ultimi avrebbero percepito una somma di euro 2.000 per ogni 100 persone "reclutate" con l'aggiunta, sia di un premio extra di euro 1.000 per la positiva conclusione delle consultazioni, sia di altri favori quali un posto di lavoro o un intervento teso ad evitare lo sfratto esecutivo di abitazione occupata sine titulo. È doveroso rappresentare che il presente procedimento pende in di giudizio di primo grado e che, potranno essere esperiti nel rispetto del principio del contraddittorio, tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito, dovendo peraltro gli imputati essere considerati innocenti fino al terzo grado di giudizio.