Ambiente
LA DECISIONE
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Camerota, rimozione rocce sul Mingardo: il Consiglio di Stato respinge il ricorso del sindaco
Redazione
10 gennaio 2026 12:38
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CAMEROTA. Il Consiglio di Stato ha chiuso definitivamente il contenzioso sulla strada provinciale 562, nel tratto Mingardo – Cala del Cefalo, a Camerota, respingendo il ricorso presentato dal sindaco Mario Salvatore Scarpitta, assistito dall’avvocato Pasquale D’Angiolillo. La sentenza conferma l’illegittimità degli interventi eseguiti sul costone stradale in località Mingardo. Secondo i giudici amministrativi, i lavori sono stati avviati in assenza dei necessari nulla osta della Soprintendenza e degli altri Enti competenti, e non potevano essere legittimati neppure facendo riferimento allo stato di somma urgenza invocato dal Comune. In presenza di vincoli paesaggistici e ambientali, viene ribadito nella pronuncia, il sindaco può adottare misure di natura cautelare, come la limitazione o la chiusura al traffico, ma non procedere autonomamente con opere strutturali senza il preventivo iter autorizzativo.

La sospensione dei lavori era stata disposta dalla Soprintendenza e dall’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, entrambi rappresentati dall’Avvocatura Generale dello Stato. Sul piano giudiziario erano intervenute anche le associazioni Italia Nostra Onlus e Per un Comune Migliore, difese dagli avvocati Adolfo Domingo Scarano e Vincenzo Speranza, che avevano sollevato rilievi sulla correttezza delle procedure adottate dall’amministrazione comunale. La decisione del Consiglio di Stato avrà ripercussioni anche sul piano economico. Il Comune di Camerota è stato infatti condannato al pagamento di circa 40 mila euro per spese legali. Inoltre, la sentenza dispone la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti della Campania, chiamata a valutare l’eventuale sussistenza di un danno erariale e ad accertare possibili responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.



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