SALERNO. La procedura di gara per i servizi di pulizia, ausiliariato e facchinaggio bandita dall’Asl di Salerno rischia di produrre conseguenze gravissime sul piano occupazionale, mettendo in pericolo il posto di lavoro di oltre 600 lavoratrici e lavoratori. Una situazione che le organizzazioni sindacali definiscono di estrema criticità e che, alla luce dei documenti ufficiali, individua con chiarezza le responsabilità.
Secondo quanto emerge dalla comunicazione formale di Soresa, le criticità della procedura sono direttamente riconducibili all’Asl di Salerno, smentendo ogni tentativo di attribuire ad altri soggetti le scelte che hanno condotto all’attuale scenario. Gli effetti della gestione della gara non si limitano al solo piano occupazionale, ma rischiano di compromettere anche l’organizzazione complessiva dei servizi sanitari, con pesanti ricadute sull’assistenza ai cittadini.
In particolare, il possibile licenziamento di circa 500 operatori addetti alla logistica e al trasporto dei pazienti autosufficienti determinerebbe un aggravio insostenibile dei carichi di lavoro per gli operatori socio-sanitari, già oggi sottoposti a ritmi elevatissimi nelle attività di reparto.
Sulla vicenda è intervenuto il segretario generale della Fisascat Cisl Salerno, Pietro Contemi, che dichiara:
"È inaccettabile che lavoratrici e lavoratori impegnati quotidianamente in servizi essenziali per la sanità pubblica possano essere penalizzati a causa di una gestione amministrativa irresponsabile. Errori e inefficienze non possono e non devono essere scaricati sui lavoratori".
A sottolineare la portata complessiva dell’emergenza è anche il segretario generale della Fp Cisl Salerno, Miro Amatruda, che afferma: "Per la Cisl Fp provinciale la situazione non è più sostenibile. Il licenziamento di circa 600 operatori addetti alla logistica e al trasporto dei pazienti autosufficienti produrrebbe un effetto domino devastante sull’organizzazione dei servizi sanitari. Questo significa carichi di lavoro insostenibili per gli operatori socio sanitari, già attualmente allo stremo per l’elevata intensità delle attività di reparto. A tutto ciò si aggiunge il nodo strutturale del blocco dei tetti di spesa, fermi al 2004 meno l’1,4%, che impedisce l’assunzione di figure professionali indispensabili. In queste condizioni il sistema rischia il collasso, con gravi ripercussioni sull’assistenza ai cittadini e sulla sicurezza degli operatori".
In conclusione, la segretaria generale della Cisl Salerno, Marilina Cortazzi, ribadisce con fermezza: "La gara per i servizi di pulizia, ausiliariato e facchinaggio dell’Asl di Salerno mette a rischio oltre 600 posti di lavoro ed è frutto di scelte errate riconducibili esclusivamente all’Asl. Lo attestano chiaramente anche i documenti ufficiali di Soresa, che smentiscono ogni tentativo di attribuire ad altri le responsabilità. Errori amministrativi e gestionali dell’Asl stanno penalizzando lavoratrici e lavoratori che garantiscono servizi essenziali, mettendo a rischio il futuro di centinaia di famiglie. È necessario un intervento immediato per assicurare la continuità occupazionale: ogni ritardo sarà una precisa responsabilità politica dell’Asl. In mancanza di risposte concrete, la Cisl Salerno avvierà iniziative di mobilitazione".