Cronaca
INDAGA LA PROCURA
INDAGA LA PROCURA
Eboli, tragedia sull'A2: choc per i coniugi avvocati deceduti e polemiche per lo svincolo killer
Alfonso Stile
19 luglio 2024 10:30
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EBOLI. Erano in coda sotto il sole cocente, allo svincolo di Eboli, quando il tir è piombato a tutta velocità, ribaltandosi, sulla lunga fila di automobili ferme sulla corsia autostradale: un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo a Wilma Fezza e Mario Valiante, i due coniugi avvocati uccisi sul colpo, e ferito in maniera grave altre sette persone, tra cui famiglie con bambini e anziani diretti al mare.

Un inferno di lamiere e sangue, quello di ieri, che ha richiesto oltre diverse ore di lavoro, a soccorritori e forze dell’ordine, per ripristinare la viabilità, in direzione sud, sull’A2 del Mediterraneo. Una dinamica agghiacciante sulla quale indaga ora la Procura della Repubblica di Salerno, che ha aperto un fascicolo sul dramma che ha scosso l’intera provincia, ed il mondo forense e politico locale, per la scomparsa dei due legali, schiacciati nella loro auto dal tir, il CUI conducente è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale e sottoposto agli esami tossicologici del caso. 

Oltre all’Audi bianca in cui la coppia è rimasta intrappolata, sono in tutto sette i veicoli coinvolti nel terribile sinistro. Lo choc per il dramma ha riaperto la polemica sullo svincolo ebolitano, da sempre ritenuto poco sicuro: nel 2016, il Comune ottenne un decreto ministeriale per la realizzazione di una nuova uscita, con relativa rotatoria. Subito dopo fu avviata la procedura per la richiesta di approvazione del progetto, preliminare e definitivo, e nel 2018 l'incartamento fu inviato all’Anas per la Valutazione d’Impatto Ambientale. 

Quando sembrava tutto pronto per l’appalto, l’iter si è inceppato a causa dei contenziosi avviati da privati che gestiscono attività nella zona, nevralgica per raggiungere la Piana del Sele e le principali località turistiche della costiera e del Parco Nazionale di Cilento, Vallo di Diano e Alburni. 

Wilma e Mario stavano raggiungendo proprio un comune dell’entroterra, Roccadaspide, paese d’origine di Valiante, per i festeggiamenti della patrona Santa Sinforosa, cui erano molto devoti. Smentita categoricamente, dai parenti, la versione che la coppia si stesse recando invece da un cliente-imprenditore rocchese coinvolto in uno scandalo di rifiuti. Ma a Roccadaspide non ci sono mai arrivati: hanno perso la vita insieme dopo una vita trascorsa fianco a fianco, uniti da amore reciproco e per la legge. 

Fratello dell’ex sindaco di Baronissi, Gianfranco, e dell’attuale prefetto di Foggia, Maurizio, Mario Valiante aveva superato da poco una brutta malattia: dopo una carriera da arbitro in provincia e commissario di campo, aveva collaborato per 20 anni nell’ufficio indagini della Procura Federale, fino alla nomina di presidente del collegio arbitrale della Lega Nazionale Dilettanti. 

Wilma, invece, dopo una parentesi come consigliere comunale di Salerno, si era impegnata nell’associazionismo, entrando a far parte della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine forense. Numerosi i messaggi di profondo cordoglio postati, sui social, da autorità politiche e civili della provincia di Salerno e della Campania.



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