Ambiente
NUOVA DENUNCIA
NUOVA DENUNCIA
Cilento, Confagricoltura: "Danni dei cinghiali non più tollerabili, distruggono raccolti e redditi"
Comunicato Stampa
29 agosto 2025 08:55
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CILENTO. “La presenza sempre più consistente di cinghiali nei territori dei comuni del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha assunto dimensioni non più tollerabili per l’agricoltura delle zone  interne”.  A sostenerlo è Antonio Costantino, presidente di Confagricoltura Salerno. “In questi giorni stiamo ricevendo sempre più segnalazioni di nostri associati per i danni provocati alle coltivazioni.  Molti di loro,  anche giovani, che hanno deciso di restare nel Cilento e di investire in agricoltura, sono scoraggiati e sono tentati di abbandonare. In questo modo -  denuncia Costantino – rischiamo di vanificare quanto di buono si sta facendo per la valorizzazione di prodotti di eccellenza a marchio Dop e Igp”.

“Il problema – conferma Manlio De Feo, presidente del Consorzio di tutele del Fico bianco del Cilento Dop – non è solo il danno al frutto, in questa fase di raccolta, bensì quello arrecato alle piante, che mette a rischio la tenuta economica delle aziende. A cascata vengono poi coinvolti gli altri soggetti della filiera, confezionatori e commercianti. In questo modo rischiamo che viene meno proprio la ragione sociale del Consorzio, che è la tutela e la valorizzazione del Fico bianco del Cilento. Noi agricoltori siamo custodi della biodiversità del Cilento, ma di questo passo non resterà più niente. I cinghiali stanno distruggendo anche meli, peri e uve autoctone. Bisogna darsi tutti una mossa, noi agricoltori siamo avviliti”. 

Da Confagricoltura Salerno arriva pieno sostegno al sindaco di Magliano Vetere, Adriano Piano, che ha chiesto la convocazione urgente  dell’assemblea della Comunità del Parco. “I sindaci – dice Costantino – devono  fare squadra, per individuare le soluzioni più opportune e per sollecitare interventi risolutivi. Le devastazioni dei cinghiali riguardano non solo le coltivazioni e il sottobosco,  ma anche i muri a secco  e dunque mettono a serio rischio la tenuta idrogeologica dei territori.”



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